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Parto: scegliere la posizione giusta

Prima del XVIII secolo, la donna partoriva in piedi per facilitare la discesa del feto. Oggi, si riscopre tutto l'interesse del principio di gravità. Palloni, sedie da parto e vasche da bagno hanno fatto la loro comparsa nei reparti maternità per incoraggiare i cambi di postura. Ma la posizione ginecologica rimane ancora dominante al momento del parto. La posizione orizzontale, allungata sulla schiena, non compare in Francia fino al XVIII secolo. Venne quindi imposta nella maggior parta dei paesi occidentali. Le ostetriche la trovano più pratica per controllare il parto e osservare il perineo. L'epidurale e il rilevamento dei movimenti cardiaci del bebè hanno contribuito molto più tardi a limitare la libertà di movimento della futura mamma. La diminuzione del numero di ostetriche, in un certo numero di reparti maternità ha anche ridotto il tempo dedicato ad un accompagnamento individuale.

La posizione giusta per il parto
© Getty Images

Posizioni durante il parto: le pratiche si evolvono... lentamente

"Le pratiche si evolvono, ma lentamente", osserva la Dott. Bernadette de Gasquet, medico e professoressa di yoga, che assicura la formazione delle ostetriche e - più raramente - degli ostetrici alla libertà posturale. Il 75% delle maternità pubbliche o private francesi sono ricorse al suo metodo. L'interesse è reale: da quando la madre partecipa, si osserva "una riduzione del travaglio e della messa al mondo, e un ricorso meno sistematico agli ormoni, ai prodotti antidolorifici o analgesici epidurali", spiega il medico.

Ma "è soprattutto durante la fase di travaglio che i metodi sono cambiati di più", fa notare il medico. Poiché per il parto, "la posizione coricata rimane ancora molto diffusa", indica colei che ha promosso in Francia il parto sul fianco e carponi.

La scelta del reparto maternità

"Non tutti i reparti maternità sono già attrezzati di monitoraggio senza fili ed epidurali ambulanti", sottolinea la Dott. de Gasquet, ma "la futura mamma si muove più di prima". Le maternità più coinvolte in questo approccio posturale-respiratorio hanno sia "un progetto a livello di struttura che ha permesso di mobilizzare l'insieme del personale attorno a questo obiettivo, sia una o due ostetriche molto motivate, che susciteranno altre vocazioni e l’appoggio della loro posizione nella gerarchia." Perché "per riuscire bene bisogna esercitarsi", precisa la specialista. Quanto alle strutture di livello 3 che accolgono le gravidanze a rischio, queste possono avere protocolli molto rigidi. Per il parto, la posizione ginecologica coricata sulla schiena prevale, per principio di precauzione. "Ma anche lì, credo che le regole si evolveranno", afferma la Dott. De Gasquet.

Donne più attive per scegliere la posizione del parto

"Per le manovre strumentali come il forcipe, le spatole o le ventose, è necessaria la posizione ginecologica", spiega il Dott. Egullion, ginecologa ostetrica alla Maternité des Bluets a Parigi, riguardo la libertà posturale. Ma in altre situazioni, "noi incoraggiamo le pazienti a cercare la posizione in cui saranno più a loro agio. Le donne diventano così meno passive e si assumono il controllo del loro parto". "Da noi", continua la ginecologa, "le epidurali sono poco dosate e senza fili, il che permette alla mamma di muoversi più facilmente. Non c'è sempre monitoraggio senza fili, ma è abbastanza lungo da facilitare gli spostamenti".

"Noi utilizziamo i cambi di posizione per rispondere a determinate situazioni, ad esempio per favorire un buon orientamento della testa del bebè. Così, quando il feto è rivolto verso il ventre della madre, basta che quest'ultima si metta carponi per aiutarlo a girarsi e a ritrovarsi di fronte alla schiena materna, posizione che faciliterà la sua discesa nel bacino", continua il Dott. Egullion.

Per il parto, gli ostetrici hanno anche osservato che la posizione sul lato permetteva di "alleviare la pressione sul perineo e ridurre il numero di episiotomie o strappi", conclude il medico.

Non c'è una posizione ideale

"Oltre a favorire la meccanica ostetrica, i cambiamenti di posizioni permettono di alleviare il dolore sia durante il travaglio sia durante il parto", afferma Francine Caumel-Dauphin, ostetrica di libera scelta presso la Clinique Léonard de Vinci a Parigi. "Quando la futura mamma è coricata sul fianco, il sacro viene sollevato e il bambino può scendere più facilmente". Ella osserva anche che in ginocchio in posizione fetale, "la rotazione del bebè nel bacino può avvenire anche più facilmente", questa posizione favorisce l'apertura del bacino. Infine, quando l'avanzamento del bebè è un po' laborioso, la posizione accucciata spesso permette di guadagnare efficacia. Ma non c'è, secondo lei, "una posizione ideale", ciascuna deve sentire ciò che meglio conviene. Questo implica, comunque, un maggiore disponibilità a sorvegliare ed incoraggiare la futura mamma nei suoi movimenti. Per un primo bambino, bisogna accertarsi di avere una presenza medica permanente per almeno due o tre ore dalla dilatazione del collo dell'utero partendo da 8 cm. Quando si tratta di epidurali ambulatorie, queste posizioni meno convenzionali richiedono ugualmente molta disponibilità da parte degli anestesisti.

Non resta che preparare anche i futuri papà perché trovino progressivamente il loro posto nelle maternità e siano in grado di sostenere le loro compagne, con l'aiuto delle ostetriche e dei medici ostetrici.

Sylvie Jettot

Fonti:

1. Intervista alla Dott. Bernadette de Gasquet, fondatrice dell'Institut de Gasquet, 30 maggio 2011.
2. Intervista al Dott. Claude Egullion, Ginecologo Ostetrico presso la Maternité des Bluets, 31 maggio 2011.
3. Intervista a Francine Caumel-Dauphin, ostetrica di libera scelta, Clinica Leonard de Vinci, 30 maggio 2011
4. Trouver sa position d'accouchement (Trovare la propria posizione del parto), Bernadette de Gasquet, edizioni Marabout. Per i corsi di preparazione e le altre pubblicazioni, potete consultare il sito: www.degasquet.com .
5. Les femmes et les bébés d'abord (Prima le donne e i bambini), Francine Caumel-Dauphin, edizioni Albin Michel.
6. Venir au monde, les rites de l'enfantement sur les cinq continents (Venire al mondo, i riti del parto sui cinque continenti), Lise Bartoli, edizioni Payot.
7. Votre grossesse jour après jour (La vostra gravidanza giorno per giorno), edizioni Larousse.

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09/08/2012
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