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Le diverse presentazioni del bambino

In 2 donne su 3 il feto si presenta con la testa in basso, piegata nel modo giusto, con la fontanella di fronte all’eminenza iliaco-pettinea sinistra. Questa presentazione è la più favorevole di tutte, poiché la flessione riduce il diametro medio della testa a 9,5 cm, contro un diametro medio dell’ingresso pelvico pari a 12 cm, facilitando quindi la discesa attraverso la barriera ossea.

Le diverse presentazioni del bambino
© Getty Images

La posizione più frequente: occipito-iliaco sinistro anteriore (OISA)

In 2 donne su 3 il feto si presenta con la testa in basso, piegata nel modo giusto, con la fontanella di fronte all’eminenza ileo-pettinea sinistra. Questa posizione è la migliore di tutte, poiché la flessione riduce il diametro massimo della testa 9,5 cm, contro un diametro medio dell’ingresso pelvico di 12 cm, facilitando così il passaggio all’interno della barriera ossea.

Le contrazioni uterine spingono il polo occipitale della testa piegata verso la parte inferiore dell’utero, favorendo così la dilatazione del segmento inferiore, che è più stretto e si trova a contatto con la presentazione. Questa espansione del segmento inferiore favorisce la buona riuscita del parto e spesso si accompagna a un impegno precoce della testa fetale (a partire dall’inizio del 9° mese).

Il canale cervicale prima si raccorcia fino a scomparire e poi si dilata regolarmente; la borsa delle acque si rompe spontaneamente a partire dai 5 cm o a dilatazione completa. Nell’arco di 6-8 ore viene raggiunta la dilatazione completa di 10 cm: l’utero e la vagina sono ormai diventati un unico canale.

L'espulsione è la conseguenza di contrazioni uterine sempre più intense, rinforzate dalla contrazione volontaria della muscolatura striata della cavità addominale, e non supera i 30 minuti.  

Le parti molli si dilatano progressivamente in successione e la testa si libera distendendosi e venendo così a fissare l’occipite sotto la sinfisi pubica, mentre la fronte scorre lungo il perineo lungo la parete posteriore della vagina distesa. A questo stadio è molto importante evitare una lacerazione mediana verso il canale anale, pericolosa per il retto, ed effettuare eventualmente un’episiotomia laterale se la pressione è troppo elevata.

La fuoriuscita delle spalle e delle natiche è in genere agevole, una volta avvenuto il passaggio della testa.  

Condizione indispensabile per un parto normale: il feto deve essere in posizione verticale

La posizione podalica

La posizione podalica indica un feto le cui natiche si trovano verso il basso mentre la testa è in alto, nel fondo dell’utero. Nella variante "natiche" le gambe sono distese davanti al torace, mentre nella variante "completa" il feto si presenta come se fosse seduto. Le cause di questo fenomeno sono molteplici: utero troppo piccolo o deformato, utero molto dilatato in caso di gravidanza gemellare o di idramnios (eccesso di liquido amniotico), prematurità ecc.

Tra i rischi della presentazione podalica ricordiamo la possibilità che le braccia del feto si distendano durante l’espulsione e che quindi la testa, l’ultima parte ad uscire, resti bloccata. La prognosi per il feto è meno buona rispetto al parto in posizione cefalica.  

All’8° mese il ginecologo può cercare di modificare la posizione podalica attraverso manovre esterne (rivolgimento), e valutare in alcuni casi l’eventualità di un cesareo o decidere per il parto naturale in caso lo giudichi privo di rischi. L’espulsione è sia spontanea sia assistita (manovre Bracht e di Mauriceau).

In rari casi si rende necessaria un’estrazione, che può essere di due tipi: il primo consiste nell’abbassare le braccia sollevate e poi nell’estrarre la testa, mentre nel secondo si estrae tutto il feto. 

Altre presentazioni molto più rare

La presentazione occipito-iliaca destra posteriore (OIDP) consiste in una presentazione della testa in cui la fontanella è posteriore e di trova di fronte alla sinfisi sacro-iliaca destra, e quindi non si verifica la flessione della testa al momento dell’impegno fetale.

Il diametro presentato dalla testa al bacino è più grande e misura 11 cm e l’impegno risulta più tardivo, la discesa più difficoltosa e il travaglio più arduo con dolori lombari (il cosiddetto "parto di reni"). Il parto avviene senza complicazioni nei 2/3 dei casi, mentre nel restante terzo insorgono dei fenomeni di distocia, con o senza problemi di rotazione della testa, che rendono necessario il ricorso al forcipe o al cesareo.  

La presentazione di faccia è in realtà una posizione in cui la testa compare con un grado di estensione estremo: questa modalità rara è al limite della distocia, poiché la discesa nella barriera pelvica è difficile e la dilatazione dell’utero è lunga. Si verifica quindi di frequente un affaticamento della madre ed è possibile l’insorgenza di una sofferenza fetale; spesso si impone la necessità di un cesareo. La presentazione i

La presentazione di fronte o di spalla determina il ricorso al cesareo, poiché il parto per via naturale presenta delle difficoltà.  

 Dr Lyonel Rossant, D.ssa Jacqueline Rossant-Lumbroso

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14/12/2012
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