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Parto: la scelta della posizione

Prima del XVIII secolo la donna partoriva in posizione verticale per facilitare la discesa del bambino. Secoli dopo si riscoprono i vantaggi del principio di gravità: palloni, sedili per il parto e vasche da bagno si sono diffusi nei reparti maternità per incoraggiare nuove posizioni, anche se la posizione ginecologica resta ancora quella dominante al momento del parto.

Parto: la scelta della posizione
© Getty Images

La posizione orizzontale, allungata sul dorso, è comparsa in Francia solo nel XVIII secolo, e si è in seguito imposta nella maggior parte dei paesi occidentali: i medici la trovavano più pratica per controllare il parto e tenere sotto osservazione il perineo. L’epidurale e la registrazione del battito cardiaco del bambino hanno contribuito molto più tardi a limitare la libertà di movimento della futura mamma. La mancata organizzazione rispetto ai turni degli ostetrici, in alcuni reparti maternità, ha inoltre ridotto il tempo dedicato a un’assistenza individuale. 

Posizioni durante il parto: le pratiche evolvono lentamente

"Le tecniche evolvono, anche se lentamente", osserva la Dottoressa Bernadette de Gasquet, medico e professore di yoga, che si occupa della formazione degli ostetrici e del ginecologo alla libertà posturale. I ¾ dei reparti maternità francesi, pubblici e privati, hanno fatto ricorso a questo metodo. I vantaggi sono reali: da quando le mamme partecipano si osserva "una diminuzione della durata del travaglio e del parto e un ricorso meno sistematico agli ormoni, agli antidolorifici o all’anestesia epidurale", spiega la Dottoressa.

Ma "è soprattutto durante la fase del travaglio che i metodi sono cambiati in misura maggiore": per il parto, infatti, "la posizione distesa resta ancora molto diffusa", specifica la Dottoressa de Gasquet, che ha promosso in Francia il parto su un fianco e a quattro zampe. 

La scelta del reparto maternità

"Non tutti i reparti maternità sono già dotati di monitor senza fili, per muoversi liberamente, e della possibilità di effettuare epidurali in maniera ambulatoriale", sottolinea la Dottoressa De Gasquet, ma "la futura mamma si muove di più rispetto a prima". I reparti maternità che seguono quest’approccio posturale e respiratorio hanno sia "un progetto condiviso che ha permesso di mobilitare l’insieme del personale intorno all’obiettivo, sia una o due ostetrici molto motivati, destinati a suscitare altre motivazioni e ad ottenere il sostegno dei superiori". Perché "per operare al meglio serve la pratica", analizza la specialista. Per quanto riguarda le strutture per le gravidanze a rischio, esse possono avere protocolli molto rigidi, come accade spesso a Parigi. In questi casi, durante il parto la posizione ginecologica, con la donna distesa sul dorso, continua a essere privilegiata in nome del principio di precauzione "Ma anche in questo caso sono convinta che le regole cambieranno", sostiene la Dottoressa de Gasquet.

Donne più attive nella scelta della posizione per il parto

"Per le manovre strumentali come l'uso del forcipe, delle spatole o delle ventose, è necessario adottare la posizione ginecologica", spiega il Dottor Egullion, specialista in ginecologia e ostetricia alla Maternité des Bluets a Parigi, uno dei principali promotori della libertà di posizione. Ma nelle altre situazioni "noi incoraggiamo le pazienti a cercare la posizione nella quale si troveranno più a loro agio. Le donne diventano così meno passive e intervengono più attivamente sul proprio parto". "Da noi", prosegue la Dottoressa De Gasquet, "le epidurali sono a basso dosaggio e senza filo, permettendo così alla madre di muoversi più facilmente. Anche se non sono sempre presenti i monitor senza fili, questo sono spesso abbastanza lunghi da permettere gli spostamenti".

"Noi utilizziamo i cambiamenti di posizione per affrontare certe situazioni, come ad esempio per favorire un corretto orientamento della testa del bambino. Quando il bambino ha il viso rivolto al ventre della mamma, è quindi sufficiente che quest'ultima si metta a quattro zampe per aiutarlo a girarsi e a ritrovarsi con il viso rivolto alla schiena della mamma, posizione che faciliterà la sua discesa all'interno del bacino", prosegue il Dottor Egullion.

Per il parto, i medici hanno inoltre osservato che la posizione su un fianco permette di   "alleviare la tensione sul perineo e ridurre il numero di episiotomie o lacerazioni ", conclude lo specialista in ginecologia e ostetricia.   

Non esiste una posizione ideale

"Oltre a favorire i meccanismi del parto, i cambiamenti di posizione consentono di alleviare i dolori del travaglio e dell'espulsione", osserva a sua volta Francine Caumel-Dauphin, ostetrica libera professionista alla clinica Leonardo da Vinci a Paris. "Quando la futura mamma è posizionata su un fianco, la regione sacrale è libera e il bambino può scendere più facilmente". L'ostetrica ha inoltre notato che se la mamma è in ginocchio in posizione fetale "la rotazione del bambino all'interno del bacino può avvenire più facilmente", poiché questa posizione favorisce l'apertura del bacino. Quando la progressione del bambino è un po' difficoltosa, infine, la posizione accovacciata spesso risulta più efficace. Secondo lei, però, "non esiste una posizione ideale", ciascuna donna deve sentirsi libera di scegliere in base alle proprie preferenze. In compenso ciò rende necessaria una maggiore disponibilità per assistere e incoraggiare la futura mamma nei suoi movimenti. Nel caso di una prima gravidanza è fondamentale assicurare una costante presenza medica per almeno due-tre ore, a partire da una dilatazione dell'utero pari a 8 cm. Anche in caso di epidurali queste posizioni meno convenzionali richiedono molta disponibilità da parte degli anestesisti.

Restano inoltre da formare i futuri papà, affinché si trovino sempre più a loro agio nei reparti maternità e siano in grado di sostenere le loro partner, con l'aiuto dei medici e  degli ostetrici.

Sylvie Jettot, 5 giugno 2011

Fonti:

1. Intervista del 30 maggio 2011 alla Dottoressa Bernadette de Gasquet, fondatrice dell'Istituto de Gasquet. 
2. Intervista del 31 marzo 2011 al Dottor Claude Egullion, specialista in ginecologia e ostetricia alla Maternité des Bluets di Parigi.
3. Intervista del 30 marzo 2001 a Francine Caumel-Dauphin, ostetrica libera professionista alla Clinica Leonardo da Vinci. 
4. Trouver sa position d'accouchement (Trovare la propria posizione per il parto, Bernadette de Gasquet, edizioni Marabout. Per i corsi preparatori e le altre pubblicazioni, puoi consultare il sito www.degasquet.com.
5. Les femmes et les bébés d'abord (Prima le donne e i bambini), Francine Caumel-Dauphin, Edizioni Albin Michel.
 6. Venir au monde, les rites de l'enfantement sur les cinq continents (Venire al mondo. I riti del parto nei cinque continenti, di Luise Bartoli, éditions Payot. 
7. Votre grossesse jour après jour (La tua gravidanza giorno dopo giorno), édizioni Larousse

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14/12/2012
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