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Il termine è scaduto
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Il parto provocato

La gravidanza può essere interrotta artificialmente, provocando il parto, solo sotto date condizioni. Come e quando.

Che cosa si intende per "parto provocato"?

Parto provocato
© Thinkstock

Un parto si definisce provocato quando la gravidanza viene interrotta artificialmente prima o in coincidenza della data prevista. In taluni casi questo metodo viene applicato per motivi clinici, per esempio quando si è riscontrato un forte aumento della pressione sanguigna, una tossicosi gravidica ecc.; più spesso per partorienti che hanno già avuto altre gravidanze. Se attuato adeguatamente, questo parto non comporta pericoli né per il bambino né per la madre.

Tutte le gestanti possono ricorrere al parto provocato?

Assolutamente no; prima che il medico decida l’induzione artificiale del parto devono verificarsi certe condizioni, più precisamente:
a) la gestazione deve avere raggiunto o essere prossima (non prima della 38ª settimana) alla scadenza regolarmente prevista;
b) la posizione del bambino deve essere normale, cioè la presentazione deve essere di testa;
c) il collo dell’utero deve essere molle e rilassato e la bocca aprirsi con facilità per avere una dilatazione completa.
Qualora sussistano tali condizioni, l’induzione artificiale del parto non comporta pericoli né per la madre né per il bambino.

Come viene provocato il parto?

a) Rompendo il sacco amniotico con uno strumento sterile: un intervento indolore, che non richiede anestesia;
b) somministrando alla paziente, con iniezioni o perfusione (endovenosa) a goccia a goccia, estratto di ipofisi per stimolare le contrazioni dell’utero.

Pubblicato il 03/02/2011Commenta

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