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La gravidanza oltre termine

Solamente il 6% delle donne partorisce naturalmente il giorno previsto per il parto. Per tutte le altre può avvenire prima o dopo ma generalmente entro la quarantunesima settimana.

La gravidanza oltre termine
© Getty Images

Oltre il termine delle 40 settimane si inizia a parlare di gravidanza post-termine che può essere determinata in alcuni casi da una errata datazione iniziale dell'inizio della gestazione. Nella maggioranza dei casi si tratta però di un fenomeno che non ha un fondamento scientifico preciso.

E' stato dimostrato che una donna che ha già avuto gravidanze oltre il termine ha il 30% di possibilità che la cosa si ripeta anche per i successivi figli ma per tutte le altre si tratta di un ritardo spesso non legato a fattori clinici.

I rischi per il bambino

Cosa succede al feto quando la gravidanza giunge al termine? Alla 42ma settimana il bambino smette di crescere ed il liquido amniotico inizia a calare. La placenta presenta diverse parti ormai non funzionanti e lo scambio di sostanze tra mamma e figlio diventa difficile. Uno dei rischi maggiori è che il bambino ormai sviluppato produca il meconio (le prime feci) che a contatto con il poco liquido amniotico rimasto viene inalato dal piccolo provocando stress respiratorio, asfissia ed infezioni.

Se il bambino cresce troppo, il parto diventa difficile ed occorre ricorrere a strumenti meccanici per aiutarne l'uscita (forcipe o ventosa) ed è alta la possibilità che si verifichino delle lussazioni alle articolazioni.

Altra conseguenza del troppo peso del neonato sono le compressioni del cordone che non permettono al nutrimento di arrivare al bambino.

Più il bambino resta nella pancia e più alto è il rischio che il cordone ombelicale si attorcigli attorno a lui rischiando di soffocarlo.

I rischi per la mamma

Anche se i rischi maggiori li corre il bambino, anche per la mamma possono esserci alcune complicazioni legate ad una gravidanza troppo lunga.

A livello genitale, il parto ha molte probabilità di essere distocico ovvero non naturale, anche in caso di travaglio spontaneo.

Per aiutare il bambino ad uscire potrebbe essere necessaria una episiotomia importante che non garantisce però una mancanza di ulteriori lesioni ai muscoli pelvici ed alla parete vaginale.

Altro aspetto non meno importante è quello legato all'ansia per il mancato inizio del travaglio che, associata alla pressione in rialzo di fine gravidanza, può provocare attacchi di panico ed altri disturbi.

Come si interviene

A partire dall'inizio della quarantunesima settimana il ginecologo prescrive ogni sette giorni uno o due monitoraggi cardiotocografici ovvero dei tracciati che rilevano l'attività cardiaca del bambino e la presenza o meno di contrazioni uterine. Il monitoraggio deve essere affiancato da un esame ecografico accurato per valutare i movimenti fetali e la quantità di liquido presente.

Un altro esame utile è l'amnioscopia che consiste nel proiettare un fascio di luce all'interno dell'utero attraverso uno strumento inserito nella vagina. Attraverso la luce è possibile stabilire il colore del liquido amniotico che deve essere chiaro e limpido. Se si presenta invece scuro o verdastro significa che è in corso una sofferenza fetale e bisogna intervenire immediatamente. Se al termine della 42ma settimana, anche in assenza di sofferenza del bambino, il travaglio non è iniziato è opportuno indurlo. Quasi tutti i ginecologi non aspettano oltre per evitare serie complicazioni che possono insorgere in una gestazione oltre tale termine.

Metodi per favorire il travaglio

Per le gravidanze oltre il termine i classici metodi “fai da te” per favorire l'inizio del travaglio possono non servire a nulla o rivelarsi dannosi. Camminare molto o salire e scendere le scale può essere rischioso perché il bambino ha poco spazio per muoversi ed una sollecitazione eccessiva potrebbe portare ad una sofferenza fetale.

L'unica cosa che potete fare è mantenervi calme e rilassate. Evitate di farvi prendere dall'ansia e sopratutto non chiudetevi in casa ad aspettare. Mantenere un contatto con il bambino è importante sopratutto per controllarne la vitalità. Favorite situazioni che normalmente vi mettono a vostro agio come un bagno caldo, un buon libro oppure un cd che amate. Per evitare l'agitazione provocata da amici e parenti inventatevi la scusa che la datazione era errata e che siete quindi nei tempi prestabiliti. Non dovrete così gestire continui sms e telefonate di persone ansiose che non faranno altro che agitarvi. Se questo metodo non dovesse funzionare, utilizzate il vostro compagno o un amica come uno scudo che vi protegga dalle paure altrui.

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16/02/2012

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