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Aborti spontanei: come evitarli?

Secondo la Alta autorità della salute francese, il modo migliore di portare a termine una gravidanza si trova nell’accompagnamento assicurato dalle visite mediche e ginecologiche. Nonostante questo, alcune gravidanze si concluderanno con un aborto spontaneo, in genere precoce. Quali sono i fattori di rischio dell’aborto? Possono essere evitati? Facciamo il punto.

Aborto: come evitarlo?
© Getty Images

Nel nostro paese, si ritiene che circa 10/15% delle gravidanze finiscano con un aborto spontaneo. Gli aborti spontanei tardivi, che sopravvengono tra le 14 e le 22 settimane di amenorrea sono rari (meno dell’1% delle gravidanze). Le cure dipenderanno principalmente dalle possibilità del feto di sopravvivere. I fattori di rischio dell’aborto spontaneo sono diversi. Eccone alcuni.

Le anomalie dell’embrione

Secondo il Collegio Nazionale dei Ginecologi Ostetrici Francesi (CNGOF), un’anomalia genetica dell’embrione è la causa più frequente dell’aborto spontaneo precoce. Questo si verifica in genere al momento del concepimento a causa, appunto, di un’anomalia genetica o dell’alterazione di uno o più cromosomi. In questo caso, il feto non può sopravvivere e viene espulso spontaneamente, a volte senza nemmeno che la donna se ne accorga, in quanto si tratta di perdite molto precoci. Queste anomalie genetiche possono provenire anche dagli spermatozoi del padre, soprattutto se ha più di 50 anni.

Gli aborti spontanei legati alla salute della madre

Esistono alcune malattie della madre che espongono al rischio di aborto spontaneo, come il diabete mal controllato, alcuni disturbi ormonali, le malattie della ghiandola tiroidea, la celiachia, le malattie autoimmuni come il lupus, i disturbi della coagulazione del sangue, le anomalie dell’apparato genitale femminile, soprattutto del collo dell’utero, i fibromi uterini e l’ovaio micropolicistico.

I medicinali

Alcuni medicinali, anche a base di piante, possono aumentare il rischio di aborto. Ad esempio l’aspirina, gli antiinfiammatori non stiroidei, da evitare soprattutto nei primi mesi. Ma anche alcune piante possono provocare l’aborto spontaneo, come l’assenzio, l’artemisia, il partenio, ma anche alcune piante lassative (cascara, senna, frangola...) e tante altre, come la salvia officinale. Per questo motivo, è sempre importante rivolgersi al medico o al farmacista prima di prendere dei farmaci in gravidanza.

L’esposizione a sostanze o fattori esterni

In alcuni casi, l’esposizione a fattori esterni o il consumo di sostanze possono esporre a un rischio di aborto spontaneo. Questo capita ad esempio qualora si entri in contatto con infezioni come la toxoplasmosi, il citomegalovirus, la listeriosi o la salmonellosi. Anche un episodio di febbre alta è un fattore di rischio, come anche il consumo di sostanze tossiche (droghe, alcol, sigarette e addirittura un consumo eccessivo di caffé). Allo stesso modo, l’esposizione ad alcuni prodotti chimici usati nell’industria, a pesticidi o ad alte dosi di onde elettromagnetiche superiori a 50Hz può provocare un aborto spontaneo. 

La gravidanza tardiva

La gravidanza tardiva, soprattutto dopo i 40 anni e soprattutto se è la prima, è riconosciuta come un fattore rilevante di rischio di aborto spontaneo precoce.

L’amniocentesi, a basso rischio di aborto

L’amniocentesi è una tecnica microinvasiva per prelevare alcuni millilitri di liquido amniotico grazie a un ago molto sottile. Lo scopo di questo esame è realizzare un cariotipo delle cellule fetali per mettere in luce eventuali anomalie cromosomiche. Le sue indicazioni sono precise e ben delimitate. Questo intervento può esporre a un basso rischio di aborto spontaneo (1% dei casi).

I fattori di rischio che possono essere evitati

Escludere tutti i fattori di rischio dell’aborto spontaneo non è possibile: detto questo, alcuni possono e devono essere evitati dalla futura mamma. È una questione di buon senso. Conviene quindi evitare di fumare, di bere bevande alcoliche in gravidanza, non assumere droghe o farmaci di qualunque tipo senza il parere del medico e del farmacista. Per quanto riguarda il rischio di infezioni, per le madri non immunizzate contro la toxoplasmosi ma globalmente per evitare le contaminazioni, meglio stare alla larga dalla carne poco cotta, dai latticini non pastorizzati, dalle uova crude e dai frutti di mare crudi. Inoltre, è importante farsi vaccinare contro la rosolia almeno 3 mesi prima di rimanere incinta.

Non c’è bisogno di aspettare per provarci di nuovo

Dal 2014, il CNGOF ha modificato le proprie raccomandazioni: le donne che desiderano rimanere incinte nuovamente dopo un aborto spontaneo precoce non hanno bisogno di aspettare, possono farlo già 2 mesi dopo l’aborto (6 mesi per l’OMS).

Dottor Jesus Cardenas

Fonti:

Alta autorità della salute. Raccomandazioni professionali, maggio 2016.

Collegio Nazionale dei Ginecologi Ostetrici Francesi (CNGOF). Raccomandazioni per la pratica clinica sulla perdita della gravidanza, 2014.

CNGOF. Le perdite della gravidanza nel primo trimestre, 2014.

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16/01/2017
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