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L'aborto spontaneo: quali sono le cause dell'aborto spontaneo ripetuto?

Gli aborti spontanei a ripetizione colpiscono l'1,5% delle donne. Vissuti come una maledizione, questi eventi sono oggetto di uno studio condotto presso il CHU (Centro Ospedaliero Universitario) di Poissy (Francia) per comprenderne le cause.

L'aborto spontaneo ripetuto
© Getty Images

Quale diagnosi e che speranza offrire alle donne, spesso di giovane età, che hanno più casi di aborto? Il Dr. Robert Wainer, responsabile del reparto di Procreazione medicalmente assistita (PMA) del CHU di Poissy (dipartimento degli Yvelines, Francia) fa luce su questo problema.

Aborti spontanei a ripetizione: definizione

Gli episodi isolati di aborti spontanei riguardano circa il 20% delle gravidanze. Per quanto siano dolorose a livello psicologico, le gravidanze si interrompono spontaneamente durante il 1° trimestre di gestazione, senza comunque impedire alla donna di concepire in seguito un altro bambino. Da non confondere con gli aborti spontanei a ripetizione, che costituiscono una patologia a tutti gli effetti.

Una donna è soggetta ad aborti a ripetizione quando subisce almeno 3 aborti spontanei successivi (senza gravidanza intermedia) tra la 6a e la 12a settimana di gravidanza, sempre con lo stesso partner. Questi scenari catastrofici affliggono l'1,5% delle donne. Sono vissuti come una vera e propria maledizione perché neppure dopo tre, quattro, cinque gravidanze consecutive queste donne riescono a portare a termine la gravidanza.

Per comprendere i meccanismi in gioco, dal 2004 il CHU di Poissy (dipartimento degli Yvelines) conduce uno studio su un campione di circa 400 coppie, in cui l'età media delle donne è di 33 anni per alcune, 24 per altre. "Nel 70% dei casi, si giunge a una diagnosi. Pur non essendo note tutte le cause, e nonostante alcuni casi rimangano inspiegabili, si stanno compiendo passi avanti", afferma il Dr. Robert Wainer, responsabile del reparto di Procreazione medicalmente assistita (PMA) del CHU di Poissy. Spiegazioni, queste, che consentono di restituire un barlume di speranza alle donne.

Aborti spontanei a ripetizione: le cause

Le cause più frequenti degli aborti spontantei (dal 20 al 25% dei casi) possono essere di varia natura: problemi di ordine puramente anatomico, come malformazioni uterine congenite, patologie come i fibromi intracavitari (completamente all'interno dell'utero), polipi, endometriti, diagnosticati grazie a esami come l'ecografia 3D o l'isteroscopia. "I raschiamenti continui possono causare sinechie (aderenze che si frappongono tra le pareti delle cavità uterine) che impediscono una gravidanza. Nella maggior parte dei casi, un intervento chirurgico può risolvere queste anomalie per permettere l'annidamento dell'embrione e il suo corretto sviluppo", precisa lo specialista.

Altra causa sotto accusa: l'insufficienza ovarica. Secondo il parare del Dr. Wainer, questo problema è all'origine del 20 - 25% dei casi prima dei 40 anni. Si manifesta con una diminuzione del tasso dell'ormone antimulleriano (Anti-Müllerian Hormone, AMH), che determina un'alterazione cromosomica della qualità ovocitaria (il dosaggio dell'ormone AMH è un esame del sangue non ancora rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, il cui costo si aggira intorno agli 80 euro). 
Talvolta è la qualità dello sperma del partner a essere responsabile di aborti spontanei a ripetizione. Sarà quindi utile eseguire uno spermiogramma. "In molti casi sono osservabili anomalie del DNA spermatico", dichiara il Dr. Wainer.

Altro ostacolo: l'anomalia genetica: "Occorre inoltre verificare i cariotipi dei genitori della coppia per ricercare eventuali anomalie cromosomiche. Quasi il 5% delle coppie soffre di un'anomalia di origine genetica che spiega gli aborti spontanei", puntualizza il Dr. Wainer. I medici sono anche interessati alle malattie autoimmuni. Tra queste, la sindrome degli antifosfolipidi (che associa trombosi venose, arteriose o placentari alla presenza di auto-anticorpi anti-fospolipidi sierici) causerebbe il 100% degli aborti spontanei. Questa patologia può essere diagnosticata attraverso un prelievo di sangue e curata con aspirina e anticoagulanti associati.

È anche necessario eseguire un check-up tiroideo con il dosaggio dell'ormone TSH per escludere eventuali ipertiroidismi e tiroidi autoimmuni (tipo Hashimoto). A lungo sospettate, le malattie tiroidee, in effetti, aumentano il fattore di rischio di aborti spontanei a ripetizione, tuttavia "oggi sappiamo che determinano un'incidenza minore", commenta il Dr. Wainer. Proprio come nel caso delle disfunzioni ormonali (cfr. insufficienza luteale). Anche diabete non equilibrato, obesità e dipendenza da fumo sono fattori di rischio da considerare.

Aborti spontanei a ripetizione: la fecondazione in vitro (FIV) come trattamento

L'Agenzia francese di biomedicina ha dato il via libera. Il reparto di Procreazione medicalmente assistita (PMA) del CHU di Poissy è l'unico in Francia a proporre alle pazienti, che hanno subito almeno 5 aborti spontanei, delle fecondazioni in vitro (FIV). "L'operazione consiste nella scelta degli ovociti buoni mediante biopsia del globulo polare. Il tasso di riuscita dipenderà dalla percentuale di anomalie ovocitarie riscontrate nella donna. Il tasso di riuscita è compreso tra il 60 e il 100%", spiega il Dr. Robert Wainer. "Al terzo episodio di aborto spontaneo, se il check-up non ha evidenziato particolari problemi, incoraggiamo le donne a proseguire".

Non banalizzare il problema

I medici tendono ad allarmarsi solo a partire dal terzo aborto spontaneo, soprattutto se la donna è giovane. "È una patologia difficile da gestire per le pazienti. Hanno l'impressione che una maledizione penda sul loro capo e che in seguito si ripeterà sistematicamente un altro aborto spontaneo. I medici e il personale del pronto soccorso vedono arrivare donne che hanno subito aborti spontanei ogni giorno, per questo tendono a banalizzare l'accaduto. Spesso i medici lo considerano un semplice incidente, perchè prevale in loro la sicurezza che la paziente potrà riprovare a mettere in cantiere un figlio. Tuttavia il problema è più complesso. Al CHU (Centro Ospedaliero Universitario) di Poissy, abbiamo a disposizione un'équipe di psicologi che seguono le donne vittime di questa sofferenza", rivela il Dr. Wainer. Infatti, è fondamentale non isolarsi e poter parlare liberamente del proprio stato d'animo, non solo con degli specialisti, ma anche con il proprio partner, e di sottoporsi a tutti gli esami previsti da una presa in carico medica per formulare il prima possibile a una diagnosi.

Isabelle Frenay

Fonti:

Intervista al Dr. Robert Wainer, responsabile del reparto di Procreazione medicalmente assistita (PMA) del CHU (Centro Ospedaliero Universitario) di Poissy, ottobre 2012.

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13/12/2012
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