Home  
  
  
    Vogliamo un bambino: la soglia dei 37 anni
Cerca

Fertilità e infertilità
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Gravidanza tardiva: vogliamo un bambino alla soglia dei 37 anni

È vero che la medicina fa passi da gigante e che i rotocalchi riportano notizie incoraggianti. Patinate riviste che in copertina mostrano pancioni vip e star che alla veneranda età di 54 anni riescono ancora a esaudire il sogno di una gravidanza. Attenzione però, meglio non aspettare, ed essere realisti. Fino a che età si può sperare di avere un figlio senza rischiare? Dati e studi recenti in mano, Doctissimo risponde.

Vogliamo un bambino: la soglia dei 37 anni
© Getty Images

L’Italia è il Paese occidentale che conta il maggior numero di mamme over-quaranta. Un fenomeno che affonda le sue radici in fattori economici e sociali. Se in passato l’età media per il primo concepimento non superava la soglia dei 25 anni, oggi la situazione è totalmente cambiata.
Gli anni all’università, gli anni per inserirsi nel mondo del lavoro, sommati agli anni per trovare la persona giusta; anni che passano e i quarant’anni sopraggiungono, quasi senza rendersene conto. Alle ragioni economiche, lavorative vanno aggiunte poi quelle di salute. Sebbene molte donne provino a restare incinta, non è sempre facile.

Gravidanza tardiva: l’età, nemico numero uno

Rimandare la maternità a una fase di vita ritenuta “più opportuna”, magari dopo aver ottenuto una discreta certezza economica oppure concepire solo quando si è pronti per farlo e non prima perché bloccati dalla paura, dall’egoismo o dalla mancata voglia di responsabilità, non sempre si rivela essere la scelta giusta.
Il fattore tempo incide in maniera differente sul corpo della donna e su quello dell’uomo. Se in entrambi la fertilità raggiunge l'apice tra i 20 e i 25 anni; gli uomini continuano a produrre nuovi spermatozoi e la fertilità maschile si stabilizza nonostante il passare degli anni. Un problema cui potrebbe andare incontro l’uomo è quello legato alla libido (l’erezione potrebbe essere difficile da ottenere e da mantenere). Ma se l’uomo continua a produrre gameti a ogni età, la donna al contrario termina il ciclo riproduttivo tra i 45 e i 50 anni, con la comparsa della menopausa. Nelle donne, dunque, la speranza di procreare è inversamente proporzionale al trascorrere del tempo. Superati i 30 anni, infatti, la percentuale di ovociti contenuti nelle ovaie si abbassa, e la fertilità subisce un primo netto calo passati i 35 anni e uno molto drastico dopo i 40. Così già dopo i 44-45 anni, le probabilità di avere un figlio sono quasi nulle. (1)
Questi dati ovviamente sono derivati da medie e statistiche, esistono, infatti, le eccezioni. Donne che continuano a essere fertili anche dopo i 50 anni, casi ribattezzati di genitori-nonni. Si tratta comunque di eccezioni, quindi una donna che desidera in futuro diventar mamma farebbe meglio a non prenderli in considerazione.

La soglia per il concepimento? La notizia arriva dalla Spagna

L’età limite per diventare mamme senza rischi arriva da un recentissimo studio condotto dal direttore dell’Unità di Ginecologia dell'Istituto Dexeus di Barcellona, il dottor Pedro Barri. Stando al dott. Barri, la soglia d’età massima per avere una gravidanza tranquilla e un parto sicuro è quella dei 37 anni di età. L'età avanzata della paziente è un fattore fortemente negativo perché superato questo limite di età, il numero dei follicoli diminuisce sensibilmente, il che implica un minor numero di ovociti e la conseguente impossibilità che l’ovulo venga fecondato. La maggior parte degli ovociti è destinata a degenerare, un processo di “morte spontanea” che prende il nome di atresia: ogni mese maturano follicoli, ma di questi solo uno o due si svilupperanno completamente mentre gli altri andranno incontro a una degenerazione spontanea. Con il passare del tempo, oltre alla quantità - e il dott. Barri sottolinea l’importanza di questo aspetto - diminuisce la qualità degli ovociti. La riserva di ovociti della donna invecchia assieme a lei; questo invecchiamento è il principale responsabile della diminuzione della fertilità femminile. Più un ovocita invecchia, più è probabile che sviluppi un'anomalia cromosomica che lo renderà inadatto a essere fecondato o causerà un aborto spontaneo o addirittura genererà malformazioni nel nascituro (es. la trisomia del 21 o meglio nota sindrome di Down). L'età, oltre che sul concepimento naturale, influisce anche sulla fertilità attraverso la fecondazione in vitro.

Gravidanza tardiva: le cause dell’infertilità

Anche sulle cause dell’infertilità non è facile trovare dati statistici affidabili. Molti ricercatori ritengono che l’infertilità dipenda per un terzo dei casi da problemi maschili, per un altro terzo da problemi femminili, e per la restante parte dei casi da una combinazione di problemi maschili e femminili o da problemi oggi ancora non individuabili (si parla in questo caso di infertilità  inspiegata, cioè dalle cause sconosciute).

 La situazione italiana è grossomodo la seguente (2):
•    35% dei casi: problemi maschili
•    40% dei casi: problemi femminili meccanici
•    15% dei casi: problemi femminili ormonali
•    2% dei casi: problemi immunologici e di coppia
•    8% dei casi: problemi ignoti.

Da non dimenticare, inoltre, che molte volte lo stile di vita influisce sulla possibilità di avere una gravidanza futura. L’Istituto Superiore di Sanità consiglia di condurre una vita sana, anche e soprattutto durante gli anni che precedono il concepimento. I fattori psico-sociali, infatti, hanno un ruolo sempre maggiore nell’aumento di casi di infertilità idiopatica, ovvero non spiegata, ecco perché bisognerebbe eliminare l’uso di droghe, l’abuso di alcool, il fumo, le cattive condizioni lavorative e l’esposizione a un elevato tasso di inquinamento. (3)

La fecondazione in vitro: ultima spiaggia

Quando il figlio cercato non arriva dopo un prolungato periodo di rapporti sessuali non protetti, bisogna indagare se esistano fattori di infertilità maschili o femminili. La procreazione o fecondazione assistita nasce con l’intento di aiutare e facilitare il concepimento e la gravidanza in coppie non fertili. Ma un errore in cui molte donne cadono è quello di non prestare attenzione all’età. Oggigiorno la cura per il corpo è notevole, trattamenti di bellezza restituiscono immagini di donne che mostrano sempre meno l’età anagrafica e questo porta la donna ad allontanare il desiderio di maternità, conscia di avere a disposizione tecniche, qualora in futuro volesse avere un figlio. Le donne sono sempre più convinte che a 45 anni basta sottoporsi alla fecondazione in vitro per diventare mamme, ma questo luogo comune deve essere sfatato. Dopo i quarant’anni, infatti, e lo studio spagnolo qui riportato lo dimostra, anche le possibilità di ottenere risultati con tecniche di fecondazione assistita sono scarse. Si tratta di un percorso spesso lungo e faticoso per chi decide di intraprenderlo, e non sempre si rivela essere efficace.


Fonti:

(2)Carlo Flamigni La procreazione assistita (Bologna, Il Mulino, 2002, p. 16)
(1)Gary A. Thibodeau, Kevin T. Patton, Anatomia & Fisiologia III Edizione, Milano, Casa Editrice Ambrosiana, 2004, pagg. 961-962.
(3)Sito web Istituto Superiore di Sanità www.iss.it

Commenta
30/03/2011
Caricamento ...

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Salute: sei pronta a diventare mamma?

Test famiglia

Salute: sei pronta a diventare mamma?

Calcola la data del parto