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L'interruzione volontaria della gravidanza (IVG)
 
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Aborto terapeutico: come avviene?

L'aborto terapeutico in Italia è purtroppo un percorso molto complesso da affrontare. Non si tratta soltanto di una difficoltà di tipo psicologico ma anche pratico, in quanto la burocrazia non viene in alcun modo incontro alle donne che scelgono di avvalersi di questa possibilità.

Aborto terapeutico: come avviene?
© Getty Images

Aborto terapeutico: scegliere la struttura giusta

Una volta effettuata la scelta di ricorrere all'interruzione di gravidanza è necessario capire a quale medico e struttura rivolgersi per poter effettuare l'intervento. Nel nostro paese è presente una elevata percentuale di ginecologi obiettori, che rifiutano di eseguire aborti anche se determinati da un problema di salute. Se il proprio ginecologo è obiettore potrebbe anche rifiutarsi di fornirvi l'assistenza di cui avete bisogno (si tratta di un rifiuto illegale, che può essere contestato per vie legali, ma purtroppo è spesso una costante).

Tutte le strutture pubbliche effettuano interruzioni di gravidanza ma, essendo pochi i medici disposti ad eseguirle, i tempi di attesa potrebbero essere più lunghi del necessario.

Aborto terapeutico o interruzione volontaria di gravidanza?

Una volta individuato il ginecologo di riferimento e la struttura in cui recarsi per sottoporsi alla procedura medica, è necessario fissare un appuntamento con il medico per stabilire le modalità di intervento.

Sarà necessario portare con se tutta la documentazione medica relativa allo stato di salute della donna e del feto, per verificare che sussistano in effetti le condizioni per ricorrere all'aborto terapeutico.

Se l'interruzione avviene prima dei 90 giorni stabiliti dalla legge per l'interruzione volontaria della gravidanza, non è necessario produrre alcun documento ed è possibile procedere direttamente con la richiesta di aborto volontario.

Quando invece i 90 giorni sono stati superati, il medico deve certificare il pericolo per la salute della donna ed autorizzare l'aborto terapeutico.

Come avviene l'aborto terapeutico entro i 90 giorni dal concepimento

Quando l'aborto terapeutico viene eseguito entro i primi tre mesi di gravidanza è possibile procedere con un metodo di interruzione non invasivo.

Le strade percorribili sono due:

  • pillola abortiva RU486 (non disponibile in tutte le strutture)
  • intervento di svuotamento strumentale dell'utero

L'aborto tramite pillola abortiva non prevede la sedazione o l'utilizzo di strumenti medici (se non nel caso in cui l'utero non riesca ad espellere tutto il materiale al suo interno). La paziente deve semplicemente assumere il farmaco ed attendere che esso faccia effetto.

L'aborto tramite intervento di svuotamento invece viene eseguito in regime di sedazione locale e prevede l'aspirazione, tramite un macchinario, del contenuto dell'utero. L'operazione dura pochi minuti e, in assenza di complicazioni, non necessita di ulteriori interventi.

Entrambi i metodi vengono eseguiti in regime di Day-Hospital e la donna può tornare a casa in giornata, effettuando poi i controlli medici successivi direttamente dal proprio ginecologo.

Come avviene l'aborto terapeutico oltre i 90 giorni dal concepimento

Nella maggior parte dei casi l'aborto terapeutico viene eseguito dopo i 90 giorni previsti per l'interruzione volontaria di gravidanza.

Questo accade perché la maggior parte delle malformazioni ed anomalie genetiche del feto vengono scoperte durante gli esami più approfonditi del secondo trimestre di gestazione.

Quando il feto ha superato le 16 settimane non è più possibile eseguire l'interruzione con pillola abortiva o intervento di svuotamento strumentale, in quando sarebbe pericoloso per la salute della donna.

L'aborto terapeutico effettuato nel secondo trimestre viene quasi sempre eseguito con l'induzione medica del travaglio e l'espulsione di feto e placenta.

Si tratta quindi di un parto vero e proprio, che prevede la somministrazione di farmaci contro il dolore delle contrazioni per evitare alla donna una eccessiva sofferenza psico-fisica.

Il travaglio indotto può durare da una a diverse ore, comportando un ricovero più lungo presso la struttura ospedaliera (simile a quello previsto per un parto a termine).

Aborto terapeutico oltre le 22 settimane

La legge italiana non consente l'aborto terapeutico oltre le 22 settimane di gestazione in quanto, a questo stadio della gravidanza, il feto potrebbe sopravvivere al di fuori dell'utero anche per alcune ore.

Se si superano le 22 settimane di gravidanza, alla donna restano soltanto due possibilità: attendere il termine naturale della gravidanza oppure recarsi all'estero per eseguire la procedura di aborto terapeutico nei paesi nei quali è consentita senza limiti di tempo.

Fonti:

 

Ministero della salute – Linee guida sull'interruzione terapeutica della gravidanza

Laiga – Libera associazione Italiana ginecologi per l'applicazione della legge 194

Nessuno sa di noi – Simona Sparaco

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19/11/2014

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