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Farmacologia e interruzione di gravidanza: la pillola RU-486

Tra le diverse tecniche per interrompere una gravidanza, una casa farmaceutica ha elaborato e messo sul mercato una pillola in grado di evitare interventi chirurgici invasivi e pericolosi. Come funziona la pillola RU-486? Quali rischi ci sono per la salute? È davvero efficace?

La storia della pillola RU-486

La pillola abortiva RU-486
© Thinkstock

Il principio attivo di quella che viene comunemente chiamata pillola abortiva è il mifepristone, una sostanza in grado di indurre chimicamente il distacco del feto dall’utero materno grazie alla combinazione con un’altra sostanza fondamentale per il funzionamento del trattamento, il Gemeprost (classificato come prostaglandina) che fa espellere dal corpo il feto in questione. Nasce in Francia nei laboratori di un’azienda farmaceutica chiamata Roussel Uclaf, dalle cui iniziali si è preso spunto per il nome della pillola. Il suo inventore, Emile-Etienne Beaulieu, ha di certo rivoluzionato il concetto e la procedura di interruzione delle gravidanze indesiderate a livello mondiale a partire dagli anni Ottanta e in breve tempo è stata distribuita in molti paesi.

In Italia l’uso della pillola RU-486 è stato autorizzato nel 2009, dopo qualche anno di sperimentazione e quasi dieci in cui veniva già utilizzata per interrompere lo sviluppo di feti affetti da sindrome di Cushing, ma solo un anno dopo è stata effettivamente immessa sul commercio. Alcuni dati Ansa dichiarano che nei primi dodici mesi sono state vendute più di 6 mila confezioni, a riprova del grande successo di questa tecnica già molto diffusa nel resto del mondo. 

Azione somministrazione della pillola abortiva RU-486

Come accennato, i principi attivi contenuti nella pillola abortiva RU-486 sono due: il mifepristone e una prostaglandina, normalmente il Gemeprost. Il primo agisce provocando un vero e proprio distacco dell’embrione che si è instaurato nell’utero e agisce a livello chimico, senza che si intervenga meccanicamente con strumenti chirurgici. Classificato come ormone steroideo, inibisce il lavoro dei recettori progestinici (la cui funzione favorisce l’instaurarsi dell’embrione nella camera gravidica) e da il là ad un meccanismo molto simile a quello delle mestruazioni. Il secondo (che può anche essere il Misoprostiol) fa in modo che l’utero espella materialmente il feto provocando delle reazioni chimiche che rendono possibile tale fenomeno.

Il farmaco in questione è composto quindi da due pillole, da assumere in tempi diversi: dopo un paio di giorni dal mifepristone, si manda giù la prostaglandina, che però completa un processo già messo in moto dalla prima assunzione. Infatti, nella maggior parte dei casi, l’interruzione della gravidanza avviene prima di ingerire la seconda compressa e, in generale, il farmaco ha un’efficacia quasi totale, se somministrata entro 7 settimane dal concepimento. Dopo questo lasso di tempo è consigliato utilizzare altre tecniche abortive a causa delle conseguenze fisiche della pillola e della sua quasi totale inefficacia superato questo periodo. 

Benefici ed effetti collaterali della RU-486

A differenza di altri metodi abortivi, la pillola RU-486 evita qualsiasi tipo di intervento chirurgico, anestesia e ricovero ospedaliero, anche se la legge ha reso obbligatoria l’assunzione sotto stretto controllo medico. Si registrano delle modestissime percentuali di fallimento (in media del 5%) ma è al livello psicologico che l’aborto farmacologico ottiene dei risultati più evidenti: la donna si risparmia di affrontare raschiamenti, suzioni, sale operatorie ed eventuali complicazioni cliniche che tutti gli interventi comportano. Ciò non vuol dire però che il trattamento farmacologico sia completamente privo di rischi: a livello cardiovascolare, il mifepristone può portare ad un aumento della pressione arteriosa e, di conseguenza, infarti e ictus, soprattutto se esiste già una predisposizione genetica o acquisita a tali disturbi. Nausea e dolori addominali sono altri piccoli inconvenienti che seguono l’assunzione del farmaco, senza contare che questo non deve essere somministrato in casi di gravidanza extrauterina, terapie a base di anticoagulanti, corticosteroidi, FANS e durante l’allattamento.

È bene fare attenzione a non identificare la pillola RU-486 con la pillola del giorno dopo; in molti le confondono ma sono due farmaci molto diversi. La pillola del giorno dopo agisce stimolando una produzione importante di ormoni progestinici per far sì che l’ovulo fecondato non si annidi nella cavità uterina, evento ben diverso dal funzionamento della pillola abortiva, che interviene a processo già avvenuto.

Sentiti libera di scegliere qual è la soluzione più adatta al tuo caso e consultati sempre col tuo ginecologo per concordare insieme sulla strategia da mettere in atto se vuoi interrompere la tua gravidanza. 

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11/04/2012

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